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Visita alla mostra “Ritratto di famiglia. I Bisi, una dinastia di artisti nella Lombardia Romantica tra Manzoni, Hayez, e la Principessa di Belgioioso” e alla Villa Balbianello

N.B. Nella locandina vi sono anche le foto introduttive della visita.

 

L’appuntamento è fissato per le 10.00 davanti all’ingresso principale della Villa.


 

Raggiungeremo ciascuno coi propri mezzi Villa Carlotta (via Statale 5605, Tremezzina). Provenendo da Como, è possibile parcheggiare l’auto ai due lati della strada immediatamente dopo aver oltrepassato la Villa.

Inizieremo a visitare liberamente il giardino botanico attorno alla Villa, facendo anche una pausa per un buon caffè presso la caffetteria della Villa.

Alle 11.00 incontreremo il Conservatore del Museo di Villa Carlotta, Dr. Alberto Corvi, che ci guiderà nella visita alla mostra “Ritratto di famiglia. I Bisi, una dinastia di artisti nella Lombardia romantica tra Manzoni, Hayez e la Principessa Belgiojoso”.

La mostra (alla quale è stato concesso il patrocinio da parte della FRACH internazionale) celebra, a partire dalla frequentazione di Giovanni Battista Sommariva e di Villa Carlotta, una delle più affermate famiglie di artisti della Lombardia romantica che negli anni della restaurazione e in quelli successivi all’unità nazionale ha innovato profondamente la pittura di paesaggio, la veduta prospettica e il ritratto. Attraverso una selezione di opere in prestito da importanti musei e collezioni private, la rassegna approfondisce la produzione e le vicende di questa formidabile dinastia che ha saputo allacciare rapporti di amicizia con alcune illustri personalità della società ambrosiana, da Alessandro Manzoni alla principessa Cristina Trivulzio di Belgiojoso, da Massimo d’Azeglio a Francesco Hayez.

Termineremo la visita attorno alle 12.30 e ci trasferiremo nella vicina Lenno, per il pranzo, che sarà alle 13.00, presso la Locanda “il Grifo” (via Mattia del Riccio 19).

Nei pressi del ristorante, lungo la via Mattia del Riccio, ci sono una ventina di posti auto.

Poiché tuttavia sono spesso tutti occupati, il consiglio è di proseguire in direzione Como, superando il ponte e svoltando quindi a destra per la via Luigi Vaccani, fino a raggiungere il parcheggio gratuito e sempre con posti liberi che si incontra sulla destra, qualche decina di metri prima dello stabilimento ABB. Per raggiungere poi il ristorante, meglio non riattraversare il ponte, ma scendere per la Piazza Cardinale Durini (che, nonostante il nome, è una via, anche abbastanza stretta) e utilizzare la passerella pedonale parallela al ponte della Statale.

Locanda centenaria sul Lago di Como, nel cuore della Tremezzina, il Grifo rappresentava storicamente il simbolo delle navi da combattimento dell’Isola Comacina alleata di Milano contro i comaschi e l’imperatore Barbarossa. Il Grifo a prua della nave, allora in legno, fu messo all’ingresso della vicina locanda di Antonio Bianchi e Maria Salice e diede il nome al locale; in seguito, poiché il legno si deteriorava, venne sostituito con un Grifo in ferro battuto che ancora adesso è esposto sulla facciata della Locanda. La locanda è un ristorante tipico del lago, che vanta una tradizione culinaria centenaria trasmessa di generazione in generazione e mantiene viva la memoria del Grifo: all’ingresso, dietro al bancone, questo è dimostrato da un affresco del 1957 di Bruno Azimonti che rievoca le battaglie navali combattute davanti all’Isola Comacina con schierato in prima linea proprio il Grifo. Le sale del Ristorante, con travi in legno, oggetti d’epoca e dettagli dal fascino senza tempo, raccontano la storia di una locanda che da oltre un secolo è punto di riferimento per chi cerca il calore della tradizione. Le pareti custodiscono memorie, tra affreschi e simboli legati al territorio, come il celebre Grifo in ferro battuto che troneggia sulla facciata. Qui ogni tavolo è un angolo di storia, dove il passato e il presente si intrecciano in un’esperienza intima e familiare. Questo impegno per l’autenticità è stato riconosciuto da Slow Food, che ha premiato la Locanda Il Grifo come una delle migliori osterie d’Italia nel 2024 e 2025, sottolineando la qualità della cucina e l’atmosfera che rende speciale ogni visita.

Oggi “al comando” c’è la quarta generazione: le sorelle Bordoli. Elena, 30enne, grazie alla sua formazione e all’esperienza maturata negli anni (anche come chef privata) ha introdotto nuovi piatti molto graditi alla clientela, la carta si è arricchita e la presentazione dei piatti è maggiormente curata. Alice, 40enne, ha sempre lavorato in ambito alberghiero e ora gestisce la locanda. Per creare un filo continuo con la loro mamma Tiziana e lo zio Antonio, nonché la nonna Vittorina e le passate generazioni, hanno deciso di mantenere in carta i piatti tradizionali, che sono in menù da oltre 100 anni. La filosofia del Grifo è quella di rispettare la tradizione, selezionare con cura ogni ingrediente e reinterpretare i sapori con equilibrio e consapevolezza.

Le ricette sono quelle di una volta, ma con un’attenzione sempre nuova ai dettagli: le alborelle in carpione, il riso con pesce persico, la polenta con misultin e i dolci della memoria (come il “paradell” di farina, latte e mele) vengono preparati con la stessa cura di chi sa che il cibo è racconto, emozione, cultura. Lavorando con produttori locali e valorizzando le materie prime del territorio, la cucina della Locanda Il Grifo continua a evolversi, restando fedele alla sua anima. Perché il vero segreto di un piatto perfetto è l’equilibrio tra passato e presente.

Il menu preparato per noi (che includerà ovviamente anche acqua, vino e caffè) si aprirà con un antipasto misto di lago. A seguire riso con filetti di pesce persico, burro e salvia croccante. Concluderemo con il paradell, un dolce tradizionale del lago di Como di origine contadina che ha anche altri nomi dialettali (Lacia, Cutizza o Brusada). In origine era preparato con un impasto di sola farina e acqua, poi con farina e latte: la pastella è poi diventata negli anni più ricca, con l’aggiunta delle uova e dello zucchero e oggi può essere insaporita con altri ingredienti come la mela.

Terminato il pranzo verso le 14.30, seguendo l’insegnamento della Scuola Medica Salernitana (“Post prandium aut stare aut lento pede deambulare”) raggiungeremo con una tranquilla passeggiata la vicina Villa del Balbianello.

La Villa (che si raggiunge con un percorso pedonale di circa 1 km, parzialmente in ghiaia, facilmente percorribile in 20 minuti circa) è situata in splendida posizione panoramica sulla punta di una piccola penisola che si protende in mezzo al lago.

Avendo a disposizione un’ora, con quanti lo vorranno, allungheremo un po’ (10 minuti) la passeggiata partendo direttamente dal ristorante. Con chi, invece, preferirà avvicinarsi in auto (e potrà quindi parcheggiare negli appositi spazi lungo la via Comoedia o, se i posti fossero esauriti, nel parcheggio del centro commerciale SIGMA situato lungo la Statale) ci troveremo alla partenza del percorso pedonale per la Villa Balbianello.

Dalla punta della piccola penisola boscosa di Lavedo, allungata a picco sulle acque del centro del Lago di Como, la Villa si affaccia elegantemente su un ampio panorama che ne fa una delle più scenografiche dimore del Lario.

L’iniziatore delle meraviglie del Balbianello fu il Cardinal Durini, letterato e mecenate, che a fine Settecento scelse questo angolo lacustre per farne un ritiro di delizia e di svago letterario.

Una vocazione recuperata in tempi moderni da Guido Monzino, imprenditore, collezionista e appassionato viaggiatore, che nel 1974 fece della Villa il rifugio dove conservare con ordine e gusto i ricordi di una vita avventurosa che lo condusse, primo italiano, in cima all’Everest.

La sua vita quotidiana e le fortunate gesta emergono da mappe, strumenti di viaggio, libri, arredi e preziose quanto curiose collezioni di oggetti d’arte antica e primitiva: tutto è ancora allestito secondo il suo volere, come i cimeli delle sue note imprese alpinistiche, custoditi nell’affascinante Museo delle Spedizioni.

Per sua volontà, nel 1988 la Fondazione ha preso in carico la rigorosa gestione della Villa, preservandone lo spirito che rivive anche nello stupefacente giardino che il FAI mantiene con la stessa maniacale perfezione.

Un tracciato che spazia tra ardite potature e scorci romantici, viali fiancheggiati da statue, terrazze panoramiche e copiose fioriture, fino a culminare nella Loggia settecentesca che corona l’intero complesso regalando un duplice e aereo panorama.

La bellezza e la meraviglia del Balbianello, cui si può accedere anche via lago, sono state la chiave che ha spinto molti registi di Hollywood ad ambientare qui celebri saghe, come quelle di Star Wars e 007.

Alle 15.30, dopo esserci divisi in due gruppi, inizieremo una visita guidata (della durata di circa 50 minuti) dei magnifici interni.

Al termine ciascuno potrà dedicare liberamente il tempo che vorrà a visitare il parco circostante prima di ritornare alla propria auto.

 

LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE È DI 83 EURO PER PERSONA E COMPRENDE IL PRANZO, I BIGLIETTI D’INGRESSO E LE VISITE GUIDATE PREVISTE NEL PROGRAMMA.

PER GLI ISCRITTI AL FAI IL COSTO E’ RIDOTTO A 63 EURO.

L’IMPORTO VA VERSATO SUL C/C INTESTATO AL TEAM TERRITORIALE 2 – LOMBARDIA DELLA F.R.A.C.H. – FELLOWSHIP OF ROTARIANS WHO APPRECIATE CULTURAL HERITAGE, IBAN IT37S0307511101CC1580949534 SWIFT BGENIT2T CON LA SEGUENTE CAUSALE: INIZIATIVA DEL 27 SETTEMBRE 2025, SEGUITO DA NOME/I E COGNOME/I DELLE PERSONE PER LE QUALI VIENE EFFETTUATO IL VERSAMENTO.

Note: Scaricare la locandina per visionare il programma completo con le foto introduttive alla visita.
Team Italia 2

Dettagli evento

Data: 18 Ottobre 2025
Orario: 10:00
Dove: Villa Carlotta Via Statale 5605, Tremezzina (CO)
Modalità: In presenza

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